{"id":206529,"date":"2026-11-04T13:25:07","date_gmt":"2026-11-04T11:25:07","guid":{"rendered":"https:\/\/factorial.com\/blog\/?p=206529"},"modified":"2026-11-04T13:36:42","modified_gmt":"2026-11-04T11:36:42","slug":"audit-iso-27001","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/factorial.com\/blog\/it\/audit-iso-27001\/","title":{"rendered":"Audit ISO 27001: cosa verifica l\u2019auditor e come prepararsi"},"content":{"rendered":"<p>In un audit ISO 27001, un auditor esterno verifica che il sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni dell&#8217;azienda sia conforme alla norma. Per farlo esamina la documentazione, intervista il personale e chiede di vedere, direttamente nei sistemi, le evidenze che <strong>i controlli vengono applicati nella pratica quotidiana<\/strong>.<\/p>\n<p>Molte aziende affrontano l&#8217;audit come se fosse una semplice verifica documentale. Si presentano con politiche impeccabili e scoprono in fase 2 che l&#8217;auditor vuole vedere la traccia dell&#8217;ultima uscita di un dipendente, la data dell&#8217;ultimo test di ripristino di un backup o la percentuale di portatili con la cifratura attiva in quel momento.<\/p>\n<p>In questo articolo vediamo <strong>quali tipologie di audit ISO 27001 esistono<\/strong>, come si svolge il processo, quanto dura, cosa controlla esattamente l&#8217;auditor e cosa succede se rileva delle non conformit\u00e0.<\/p>\n<h2>Cos&#8217;\u00e8 un audit ISO 27001?<\/h2>\n<p>Un audit ISO 27001 \u00e8 <strong>un processo sistematico, indipendente e documentato<\/strong> in cui un auditor raccoglie evidenze e le valuta in modo oggettivo per stabilire in che misura l&#8217;organizzazione soddisfa i requisiti della norma. Oggetto dell&#8217;audit \u00e8 il <a href=\"https:\/\/factorial.it\/blog\/sistema-gestione-sicurezza-informazioni\/\">sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni (SGSI)<\/a>, entro il campo di applicazione definito, e non l&#8217;azienda nel suo complesso.<\/p>\n<p>L&#8217;auditor deve rispondere a due domande. La prima \u00e8 se il SGSI rispetta i requisiti delle clausole da 4 a 10 della <a href=\"https:\/\/factorial.it\/blog\/iso-27001\/\">ISO 27001<\/a>, che riguardano contesto, leadership, pianificazione, supporto, attivit\u00e0 operative, valutazione delle prestazioni e miglioramento. La seconda \u00e8 se i controlli dell&#8217;Allegato A dichiarati applicabili nella <a href=\"https:\/\/factorial.it\/blog\/dichiarazione-applicabilita-iso-27001\/\">Dichiarazione di Applicabilit\u00e0<\/a> sono stati effettivamente attuati e funzionano.<\/p>\n<h2>Tipologie di audit ISO 27001<\/h2>\n<p>Un&#8217;organizzazione certificata affronta diversi audit in ogni ciclo triennale. Alcuni sono svolti internamente, altri da un organismo di certificazione accreditato.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th style=\"text-align: center;\">Tipo di audit<\/th>\n<th style=\"text-align: center;\">Chi lo svolge?<\/th>\n<th style=\"text-align: center;\">Quando?<\/th>\n<th style=\"text-align: center;\">Cosa verifica?<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Audit interno<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">L&#8217;azienda stessa, tramite una persona indipendente o un auditor esterno incaricato<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">A intervalli pianificati, e almeno una volta prima della certificazione<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">L&#8217;intero SGSI nell&#8217;arco del programma di audit<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Audit di certificazione<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Organismo di certificazione accreditato<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Anno 0, in due fasi<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">La documentazione in fase 1 e il funzionamento reale in fase 2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Audit di sorveglianza<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Organismo di certificazione accreditato<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Anni 1 e 2 del ciclo<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Una parte del sistema, le modifiche intervenute e i rilievi precedenti<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Audit di ricertificazione<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Organismo di certificazione accreditato<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Anno 3, prima della scadenza del certificato<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">L&#8217;intero SGSI e la sua evoluzione nel corso del ciclo<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<h3>1. Audit interno<\/h3>\n<p>La clausola 9.2 della norma impone di svolgere <strong>audit interni a intervalli pianificati<\/strong>, all&#8217;interno di un programma che ne stabilisca frequenza, metodi, responsabilit\u00e0 e perimetro. L&#8217;obiettivo \u00e8 individuare le non conformit\u00e0 prima che lo faccia l&#8217;organismo di certificazione. Senza un audit interno completo, del resto, non si pu\u00f2 accedere all&#8217;audit di certificazione.<\/p>\n<p>Chi lo conduce deve essere <strong>competente e imparziale<\/strong>, quindi non pu\u00f2 verificare processi che ha progettato o che gestisce. In un&#8217;azienda di 40 persone \u00e8 spesso un ostacolo concreto, perch\u00e9 chi conosce meglio il SGSI \u00e8 proprio chi lo ha costruito. La soluzione pi\u00f9 diffusa \u00e8 affidare l&#8217;audit interno a un auditor esterno, che offre anche un secondo parere sui processi e sull&#8217;analisi dei rischi.<\/p>\n<p>Insieme all&#8217;audit interno, la clausola 9.3 richiede il <strong>riesame della direzione<\/strong>. Entrambi devono essere completati e documentati prima della fase 1, e l&#8217;auditor esterno chieder\u00e0 quali decisioni ne sono scaturite.<\/p>\n<h3>2. Audit di certificazione<\/h3>\n<p>\u00c8 <strong>l&#8217;audit che porta al certificato ed \u00e8 anche il pi\u00f9 impegnativo<\/strong>, perch\u00e9 \u00e8 la prima volta che qualcuno dall&#8217;esterno esamina l&#8217;intero sistema. Si articola in due fasi.<\/p>\n<p>Nella <strong>fase 1<\/strong>, l&#8217;auditor verifica che la documentazione sia completa e che l&#8217;organizzazione sia pronta. Nella <strong>fase 2<\/strong>, accerta che quanto documentato venga applicato nella pratica. Se l&#8217;esito \u00e8 positivo, l&#8217;azienda ottiene un certificato valido tre anni. Il percorso completo per arrivare a questo punto \u00e8 descritto nella guida su <a href=\"https:\/\/factorial.it\/blog\/come-ottenere-iso-27001\/\">come ottenere la certificazione ISO 27001<\/a>.<\/p>\n<h3>3. Audit di sorveglianza<\/h3>\n<p>Per tutta la validit\u00e0 del certificato, l&#8217;organismo torna <strong>almeno una volta l&#8217;anno<\/strong>. Il primo audit di sorveglianza deve svolgersi entro 12 mesi dalla decisione di certificazione. Sono audit pi\u00f9 brevi di quello iniziale e non coprono l&#8217;intero sistema. A ogni visita l&#8217;auditor seleziona una parte dei controlli e, nell&#8217;arco del ciclo, finisce per esaminarli tutti.<\/p>\n<p>Alcuni aspetti, per\u00f2, vengono verificati sempre.<\/p>\n<ul>\n<li>La gestione delle non conformit\u00e0 emerse nell&#8217;audit precedente.<\/li>\n<li>Le modifiche all&#8217;organizzazione, al campo di applicazione, ai rischi o alla Dichiarazione di Applicabilit\u00e0.<\/li>\n<li>L&#8217;audit interno e il riesame della direzione dell&#8217;ultimo periodo.<\/li>\n<li>Gli incidenti di sicurezza e i reclami ricevuti.<\/li>\n<li>Le evidenze di miglioramento continuo, come richiesto dalla clausola 10.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il rischio pi\u00f9 frequente in questa fase \u00e8 presentarsi con un SGSI che non \u00e8 pi\u00f9 stato aggiornato dopo la certificazione. Un sistema rimasto fermo per dodici mesi si nota subito.<\/p>\n<h3>4. Audit di ricertificazione<\/h3>\n<p>Prima della scadenza del certificato, <strong>l&#8217;organismo svolge un audit completo per rinnovarlo per altri tre anni<\/strong>. \u00c8 simile a una fase 2, con la differenza che l&#8217;auditor conosce gi\u00e0 l&#8217;organizzazione e si concentra sull&#8217;evoluzione del SGSI nel corso del ciclo.<\/p>\n<p>Conviene pianificarlo con diversi mesi di anticipo, perch\u00e9 se non viene completato entro la scadenza il certificato decade.<\/p>\n<h2>Come si svolge un audit ISO 27001 passo dopo passo?<\/h2>\n<p>Il processo di certificazione inizia ben prima dell&#8217;arrivo dell&#8217;auditor. Ecco le tappe principali, dal momento in cui il SGSI \u00e8 operativo fino al rilascio del certificato.<\/p>\n<h3>1. Scegliere l&#8217;organismo di certificazione<\/h3>\n<p>Prima di richiedere preventivi, il SGSI deve essere attuato e funzionante, con il campo di applicazione definito, la <a href=\"https:\/\/factorial.it\/blog\/politica-sicurezza-informazioni\/\">politica di sicurezza<\/a> approvata, la <a href=\"https:\/\/factorial.it\/blog\/valutazione-dei-rischi-iso-27001\/\">valutazione dei rischi<\/a> completata, i controlli applicati e almeno un audit interno e un riesame della direzione gi\u00e0 svolti. Se non si \u00e8 ancora a questo punto, la guida su <a href=\"https:\/\/factorial.it\/blog\/come-implementare-iso-27001\/\">come implementare la ISO 27001 passo dopo passo<\/a> pu\u00f2 fare da tabella di marcia.<\/p>\n<p>A quel punto si possono chiedere preventivi a pi\u00f9 organismi. \u00c8 importante verificare che siano accreditati per la ISO 27001, in Italia da Accredia, perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;accreditamento a dare valore al certificato agli occhi di clienti e stazioni appaltanti. Ogni organismo chieder\u00e0 il numero di persone nel campo di applicazione, le sedi e la complessit\u00e0 dell&#8217;attivit\u00e0, dati che servono a calcolare le giornate di audit e quindi il prezzo. Per farsi un&#8217;idea del budget complessivo, l&#8217;articolo su <a href=\"https:\/\/factorial.it\/blog\/quanto-costa-la-certificazione-iso-27001\/\">quanto costa la certificazione ISO 27001<\/a> riporta il dettaglio delle voci.<\/p>\n<h3>2. Fase 1 o verifica documentale<\/h3>\n<p>La fase 1 serve a verificare che l&#8217;organizzazione sia pronta. L&#8217;auditor esamina la documentazione principale del SGSI e prende conoscenza del contesto aziendale prima di entrare nel merito.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Campo di applicazione del SGSI:<\/strong> aree, processi, sedi e sistemi inclusi ed esclusi, con la relativa motivazione.<\/li>\n<li><strong>Politica e obiettivi di sicurezza:<\/strong> approvati dalla direzione e comunicati al personale.<\/li>\n<li><strong>Metodologia e risultati della valutazione dei rischi:<\/strong> insieme al piano di trattamento.<\/li>\n<li><strong>Dichiarazione di Applicabilit\u00e0:<\/strong> con la giustificazione di ogni controllo incluso o escluso.<\/li>\n<li><strong>Audit interno e riesame della direzione:<\/strong> con i risultati e le decisioni prese.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Al termine, l&#8217;auditor rilascia un rapporto che segnala gli aspetti critici, quelli che potrebbero trasformarsi in non conformit\u00e0 in fase 2. \u00c8 il momento giusto per correggerli. Tra la fase 1 e la fase 2 passano di solito <strong>da qualche settimana a un paio di mesi<\/strong>, a seconda degli interventi necessari e del calendario dell&#8217;organismo.<\/p>\n<h3>3. Fase 2 o verifica dell&#8217;attuazione<\/h3>\n<p>\u00c8 l&#8217;audit vero e proprio. L&#8217;auditor controlla che i controlli siano attuati e funzionino, seguendo uno schema che cambia poco da un organismo all&#8217;altro.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Piano di audit:<\/strong> qualche giorno prima arriva il piano con date, orari, auditor, aree da verificare e persone da intervistare.<\/li>\n<li><strong>Riunione di apertura:<\/strong> l&#8217;auditor presenta perimetro, metodo e programma, e conferma chi sar\u00e0 il suo referente.<\/li>\n<li><strong>Interviste ed esame delle evidenze:<\/strong> ripercorre i processi con i rispettivi responsabili, chiede registrazioni e lavora a campione, per esempio due uscite dell&#8217;ultimo trimestre o l&#8217;ultimo incidente registrato.<\/li>\n<li><strong>Aggiornamenti intermedi:<\/strong> negli audit di pi\u00f9 giorni, a fine giornata di solito anticipa quanto emerso.<\/li>\n<li><strong>Riunione di chiusura:<\/strong> presenta i rilievi, la loro classificazione e i passi successivi. \u00c8 l&#8217;occasione per chiarire eventuali malintesi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le interviste non riguardano solo il responsabile della sicurezza. L&#8217;auditor parla con la direzione, con l&#8217;IT e con qualsiasi persona dell&#8217;organico, e le domande cambiano molto a seconda del ruolo.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th style=\"text-align: center;\">Chi viene intervistato?<\/th>\n<th style=\"text-align: center;\">Esempi di domande<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Direzione<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Quali sono gli obiettivi di sicurezza? Quali risorse sono state destinate al SGSI? Cosa si \u00e8 deciso nell&#8217;ultimo riesame della direzione?<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Responsabile del SGSI<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Come vengono valutati i rischi? Perch\u00e9 questo controllo \u00e8 stato escluso? Come sono stati gestiti i rilievi dell&#8217;audit interno?<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>IT<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Come vengono revocati gli accessi quando qualcuno lascia l&#8217;azienda? Che percentuale di dispositivi ha la cifratura attiva? Quando \u00e8 stato fatto l&#8217;ultimo test di ripristino?<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>HR<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Come vengono verificate le informazioni fornite dai candidati? Dove viene firmato l&#8217;accordo di riservatezza? Che formazione sulla sicurezza riceve un nuovo assunto?<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Qualsiasi persona dell&#8217;organico<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Dove si trova la politica di sicurezza? Cosa farebbe se ricevesse un&#8217;email sospetta? A chi lo segnalerebbe se perdesse il portatile?<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<h3>4. Rapporto e decisione di certificazione<\/h3>\n<p>Dopo la riunione di chiusura arriva il rapporto scritto con i rilievi e la raccomandazione dell&#8217;auditor. In presenza di non conformit\u00e0, occorre presentare un piano di azioni correttive e, per quelle maggiori, dimostrare che sono state risolte.<\/p>\n<p>Un aspetto che molti non conoscono \u00e8 che <strong>non \u00e8 l&#8217;auditor a decidere sulla certificazione<\/strong>. L&#8217;auditor formula una raccomandazione, mentre la decisione spetta a persone dell&#8217;organismo che non hanno partecipato all&#8217;audit. Se l&#8217;esito \u00e8 favorevole, il certificato viene emesso con validit\u00e0 triennale.<\/p>\n<h2>Quanto dura un audit ISO 27001?<\/h2>\n<p>La durata si misura in <strong>giornate di audit<\/strong> e dipende soprattutto dal numero di persone che rientrano nel campo di applicazione del SGSI. La norma ISO\/IEC 27006-1 fornisce una tabella di riferimento che gli organismi adattano, al rialzo o al ribasso, in base alla complessit\u00e0, al numero di sedi o al ricorso all&#8217;outsourcing.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th style=\"text-align: center;\">Persone nel campo di applicazione<\/th>\n<th style=\"text-align: center;\">Audit iniziale (fase 1 e fase 2)<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Da 1 a 10<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">5 giornate di audit<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Da 26 a 45<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">8,5 giornate di audit<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Da 46 a 65<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">10 giornate di audit<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Da 126 a 175<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">13 giornate di audit<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Da 276 a 425<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">15 giornate di audit<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p>Le giornate di audit non coincidono con i giorni di calendario. Un audit da 10 giornate pu\u00f2 svolgersi in cinque giorni con due auditor, e una parte del tempo \u00e8 dedicata alla preparazione e alla stesura del rapporto. Come riferimento, un <strong>audit di sorveglianza<\/strong> dura circa un terzo di quello iniziale e un <strong>audit di ricertificazione<\/strong> circa due terzi.<\/p>\n<p>I tempi complessivi per arrivare al certificato sono un altro discorso. Una PMI che parte da zero impiega in genere <strong>dai sei ai dodici mesi<\/strong> per attuare il SGSI e accumulare registrazioni sufficienti, a cui si aggiungono le settimane tra fase 1 e fase 2 e i tempi della decisione di certificazione. A pesare di pi\u00f9 sono le carenze che emergono lungo il percorso e la rapidit\u00e0 con cui vengono risolte.<\/p>\n<h2>Cosa verifica l&#8217;auditor in un audit ISO 27001?<\/h2>\n<p>In un audit ISO 27001 l&#8217;auditor esamina due ambiti. Da un lato, <strong>i requisiti del sistema di gestione<\/strong> previsti dalle clausole da 4 a 10. Dall&#8217;altro, <strong>i controlli dell&#8217;Allegato A<\/strong> che l&#8217;azienda applica. \u00c8 su questo secondo fronte che molte organizzazioni inciampano in fase 2, perch\u00e9 l&#8217;auditor chiede evidenze concrete che i controlli funzionino.<\/p>\n<h3>I requisiti del sistema di gestione<\/h3>\n<p>Le clausole da 4 a 10 sono obbligatorie e non possono essere escluse. L&#8217;articolo sulla <a href=\"https:\/\/factorial.it\/blog\/struttura-iso-27001\/\">struttura della norma ISO 27001<\/a> le descrive nel dettaglio. Ecco cosa verifica pi\u00f9 spesso l&#8217;auditor.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Contesto e campo di applicazione:<\/strong> l&#8217;organizzazione ha analizzato i fattori interni ed esterni, le parti interessate e i loro requisiti, e il campo di applicazione \u00e8 coerente con tutto questo.<\/li>\n<li><strong>Leadership:<\/strong> la direzione \u00e8 coinvolta in modo concreto, approva la politica, assegna le risorse e attribuisce ruoli con nomi e cognomi.<\/li>\n<li><strong>Pianificazione:<\/strong> la valutazione dei rischi segue una metodologia ripetibile, il piano di trattamento \u00e8 approvato e gli obiettivi di sicurezza sono misurabili.<\/li>\n<li><strong>Supporto:<\/strong> le persone hanno le competenze necessarie, hanno ricevuto formazione e la documentazione \u00e8 sotto controllo.<\/li>\n<li><strong>Attivit\u00e0 operative:<\/strong> il piano di trattamento \u00e8 in fase di esecuzione e i rischi vengono rivalutati quando qualcosa cambia.<\/li>\n<li><strong>Valutazione delle prestazioni:<\/strong> si monitorano indicatori, l&#8217;audit interno \u00e8 stato svolto ed esiste un verbale del riesame della direzione.<\/li>\n<li><strong>Miglioramento:<\/strong> le non conformit\u00e0 vengono registrate, se ne analizzano le cause e si chiudono con azioni correttive.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>I controlli dell&#8217;Allegato A<\/h3>\n<p>L&#8217;Allegato A \u00e8 il catalogo dei 93 controlli di sicurezza della norma, suddivisi in controlli organizzativi, relativi alle persone, fisici e tecnologici. Ogni azienda sceglie quali applicare in base alla propria valutazione dei rischi e lo motiva nella Dichiarazione di Applicabilit\u00e0. Per una panoramica completa c&#8217;\u00e8 l&#8217;articolo sui <a href=\"https:\/\/factorial.it\/blog\/domini-iso-27001\/\">domini della ISO 27001<\/a>.<\/p>\n<h2>Cosa deve dimostrare l&#8217;IT nell&#8217;audit ISO 27001?<\/h2>\n<p>Queste sono le otto evidenze tecniche che l&#8217;auditor chiede pi\u00f9 spesso in fase 2. Non sono le uniche cose che verifica, ma sono quelle che dipendono dall&#8217;IT e che generano pi\u00f9 non conformit\u00e0. Per ognuna vediamo cosa chiede l&#8217;auditor, com&#8217;\u00e8 una risposta convincente e dove si inciampa pi\u00f9 spesso.<\/p>\n<h3>1. Un inventario degli asset con un responsabile per ciascuno<\/h3>\n<ul>\n<li><strong>Cosa chiede l&#8217;auditor:<\/strong> l&#8217;<a href=\"https:\/\/factorial.it\/blog\/inventario-degli-asset-iso-27001\/\">inventario delle informazioni e degli altri asset associati<\/a>, con il relativo proprietario. Molti auditor partono dagli asset informativi, come i dati dei clienti o il codice sorgente, e poi chiedono quali dispositivi e servizi li trattano.<\/li>\n<li><strong>Una risposta convincente:<\/strong> un inventario aggiornato in cui ogni asset \u00e8 associato a una persona, coerente con ci\u00f2 che \u00e8 davvero in uso e con la restituzione dei dispositivi registrata a ogni uscita.<\/li>\n<li><strong>Dove si inciampa:<\/strong> un foglio di calcolo che elenca solo i portatili, con dispositivi ancora assegnati a persone che hanno lasciato l&#8217;azienda.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>2. Una configurazione sicura su tutti i dispositivi<\/h3>\n<ul>\n<li><strong>Cosa chiede l&#8217;auditor:<\/strong> lo stato dei dispositivi degli utenti, con cifratura del disco, blocco dello schermo, antimalware attivo e una configurazione di base definita. Di solito controlla tutto insieme e su dispositivi specifici.<\/li>\n<li><strong>Una risposta convincente:<\/strong> una console che mostri lo stato dell&#8217;intero parco dispositivi in quel momento, con la percentuale di conformit\u00e0 per ogni regola e l&#8217;elenco dei dispositivi non conformi.<\/li>\n<li><strong>Dove si inciampa:<\/strong> la politica impone la cifratura, ma nessuno sa quanti dispositivi la abbiano davvero attiva. Oppure l&#8217;antivirus \u00e8 stato acquistato, ma su una manciata di portatili l&#8217;agente \u00e8 disattivato.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>3. Accessi sottoposti a revisione periodica<\/h3>\n<ul>\n<li><strong>Cosa chiede l&#8217;auditor:<\/strong> chi ha accesso a un determinato sistema, con quali privilegi e da quando, e quando \u00e8 stato rivisto l&#8217;elenco l&#8217;ultima volta. L&#8217;articolo sul <a href=\"https:\/\/factorial.it\/blog\/controllo-degli-accessi-iso-27001\/\">controllo degli accessi ISO 27001<\/a> approfondisce il tema.<\/li>\n<li><strong>Una risposta convincente:<\/strong> l&#8217;elenco degli accessi per persona e la registrazione di una revisione recente, in cui qualcuno ha confrontato l&#8217;elenco con i ruoli e revocato i permessi superflui.<\/li>\n<li><strong>Dove si inciampa:<\/strong> un elenco corretto senza alcuna revisione alle spalle, oppure una revisione che si limita a confermarlo senza confrontarlo con le reali esigenze di ciascuno.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>4. Un onboarding e un offboarding completi<\/h3>\n<ul>\n<li><strong>Cosa chiede l&#8217;auditor:<\/strong> quasi sempre sceglie un ingresso e un&#8217;uscita recenti e chiede di vedere come sono stati concessi e revocati gli accessi e come \u00e8 stato recuperato il dispositivo.<\/li>\n<li><strong>Una risposta convincente:<\/strong> lo stesso processo per tutti, visibile nei sistemi, con il tempo trascorso tra l&#8217;ultimo giorno del dipendente e la revoca del suo ultimo accesso.<\/li>\n<li><strong>Dove si inciampa:<\/strong> una persona uscita mesi fa che ha ancora un account attivo in uno strumento di cui tutti si erano dimenticati. \u00c8 uno dei rilievi pi\u00f9 frequenti in assoluto.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>5. Gestione delle vulnerabilit\u00e0 e delle patch<\/h3>\n<ul>\n<li><strong>Cosa chiede l&#8217;auditor:<\/strong> come vengono individuate le vulnerabilit\u00e0, come si stabiliscono le priorit\u00e0 e in quanto tempo vengono corrette, sui dispositivi dei dipendenti ma anche sul software sviluppato internamente, se presente.<\/li>\n<li><strong>Una risposta convincente:<\/strong> tempi di correzione definiti in base alla gravit\u00e0, il livello di aggiornamento di ogni dispositivo e l&#8217;elenco dei sistemi non pi\u00f9 supportati con il relativo piano di trattamento.<\/li>\n<li><strong>Dove si inciampa:<\/strong> gli aggiornamenti automatici sono attivi sui portatili, ma nessuno sa dire cosa succede con una dipendenza vulnerabile nel prodotto o con un vecchio server.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>6. Backup con un test di ripristino<\/h3>\n<ul>\n<li><strong>Cosa chiede l&#8217;auditor:<\/strong> cosa viene sottoposto a backup, con quale frequenza e quando \u00e8 stato ripristinato qualcosa l&#8217;ultima volta.<\/li>\n<li><strong>Una risposta convincente:<\/strong> un test di ripristino datato e con il risultato documentato. Basta una cartella o una casella di posta, purch\u00e9 il test sia registrato, perch\u00e9 ci\u00f2 che conta \u00e8 dimostrare che il ripristino funziona.<\/li>\n<li><strong>Dove si inciampa:<\/strong> backup che girano ogni notte da anni senza che nessuno abbia mai provato a ripristinarne uno.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>7. Servizi cloud e applicazioni SaaS<\/h3>\n<ul>\n<li><strong>Cosa chiede l&#8217;auditor:<\/strong> il registro dei servizi cloud che trattano informazioni aziendali, con un responsabile per ciascuno, e cosa accadrebbe ai dati se si smettesse di usarli.<\/li>\n<li><strong>Una risposta convincente:<\/strong> un registro completo, comprese le applicazioni acquistate al di fuori dell&#8217;IT, e un piano di uscita documentato per i servizi critici.<\/li>\n<li><strong>Dove si inciampa:<\/strong> il registro include solo ci\u00f2 che ha acquistato l&#8217;IT, e lo shadow IT resta escluso da qualsiasi valutazione.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>8. Una gestione degli incidenti messa alla prova<\/h3>\n<ul>\n<li><strong>Cosa chiede l&#8217;auditor:<\/strong> come un incidente viene rilevato, valutato, escalato e risolto, e cosa \u00e8 stato cambiato in seguito.<\/li>\n<li><strong>Una risposta convincente:<\/strong> procedure per gli incidenti pi\u00f9 probabili, la registrazione di incidenti reali gestiti secondo quelle procedure e una simulazione svolta davvero.<\/li>\n<li><strong>Dove si inciampa:<\/strong> una politica che descrive un processo mai testato e un registro degli incidenti vuoto, cosa a cui l&#8217;auditor fatica a credere in qualsiasi azienda con pi\u00f9 di qualche decina di persone.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La tabella riassume le otto evidenze e i controlli dell&#8217;Allegato A a cui si collega ciascuna, cos\u00ec da ritrovarli facilmente nella Dichiarazione di Applicabilit\u00e0.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th style=\"text-align: center;\">Evidenza richiesta dall&#8217;auditor<\/th>\n<th style=\"text-align: center;\">Controlli dell&#8217;Allegato A<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: left;\">Inventario degli asset con proprietario e restituzione dei dispositivi<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">5.9, 5.10, 5.11<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: left;\">Stato di cifratura, blocco dello schermo, antimalware e configurazione dei dispositivi<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">8.1, 8.7, 8.9, 8.24<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: left;\">Elenco degli accessi per persona e registrazione della revisione<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">5.15, 5.16, 5.18, 8.2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: left;\">Un ingresso e un&#8217;uscita recenti dall&#8217;inizio alla fine<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">5.11, 6.5, 5.18<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: left;\">Tempi di applicazione delle patch e livello di aggiornamento per dispositivo<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">8.8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: left;\">Perimetro dei backup e test di ripristino datato<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">8.13, 5.30<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: left;\">Registro dei servizi cloud con piano di uscita<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">5.23<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: left;\">Procedure di gestione degli incidenti, registrazioni e simulazione<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">5.24, 5.25, 5.26, 5.27<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<h2>Cosa succede se l&#8217;auditor rileva delle non conformit\u00e0?<\/h2>\n<p>Ogni scostamento individuato dall&#8217;auditor viene registrato come rilievo, che indica il requisito non rispettato, l&#8217;evidenza che lo dimostra e la natura dello scostamento. In base alla gravit\u00e0, rientra in una delle tre categorie seguenti.<\/p>\n<h3>Non conformit\u00e0 maggiore<\/h3>\n<p>Si tratta di <strong>un requisito del tutto assente o di un controllo che fallisce in modo sistematico<\/strong>. Per esempio, non aver svolto l&#8217;audit interno, non avere una valutazione dei rischi o non disporre di alcun processo di gestione degli incidenti.<\/p>\n<p>Nell&#8217;audit di certificazione, una non conformit\u00e0 maggiore <strong>impedisce il rilascio del certificato<\/strong> finch\u00e9 non viene corretta e l&#8217;azione correttiva non viene dimostrata, a volte con una visita supplementare. Se l&#8217;organismo non riesce a verificare la correzione entro sei mesi dalla fine della fase 2, di norma la fase 2 va ripetuta.<\/p>\n<h3>Non conformit\u00e0 minore<\/h3>\n<p>Si tratta di <strong>una mancanza puntuale all&#8217;interno di un processo che funziona<\/strong>. La procedura di uscita esiste e viene applicata, eppure in uno dei campioni un account \u00e8 rimasto attivo due settimane dopo l&#8217;uscita del dipendente. Oppure gli incidenti vengono gestiti, tranne uno che non \u00e8 stato registrato correttamente.<\/p>\n<p>Non blocca la certificazione, a condizione di presentare un piano di azioni accettato dall&#8217;organismo. Nella visita successiva l&#8217;auditor verificher\u00e0 che sia stato attuato. Meglio non accumularle, per\u00f2. Pi\u00f9 non conformit\u00e0 minori sullo stesso requisito possono portare l&#8217;auditor a concludere che il controllo fallisce in modo sistematico e a classificarle come maggiore.<\/p>\n<h3>Osservazioni e opportunit\u00e0 di miglioramento<\/h3>\n<p>Le osservazioni non sono non conformit\u00e0. Segnalano situazioni che potrebbero diventarlo se trascurate, oppure suggeriscono come migliorare il sistema. Non richiedono un piano d&#8217;azione formale, ma l&#8217;auditor di solito torna sull&#8217;argomento nella visita successiva.<\/p>\n<h3>Quali conseguenze in ciascun audit?<\/h3>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th style=\"text-align: center;\">Audit<\/th>\n<th style=\"text-align: center;\">In caso di non conformit\u00e0 maggiori<\/th>\n<th style=\"text-align: center;\">In caso di non conformit\u00e0 minori<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Certificazione<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Il certificato non viene rilasciato finch\u00e9 non sono corrette e verificate<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">La certificazione \u00e8 possibile con un piano d&#8217;azione accettato<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Sorveglianza<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Se non vengono risolte nei tempi, l&#8217;organismo pu\u00f2 sospendere il certificato<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Piano d&#8217;azione verificato nella visita successiva<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Ricertificazione<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Il rinnovo resta sospeso finch\u00e9 non vengono risolte<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Il certificato viene rinnovato con un piano d&#8217;azione accettato<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p>In tutti i casi, la clausola 10.2 chiede qualcosa in pi\u00f9 della semplice correzione. Occorre <strong>analizzare la causa<\/strong> e adottare un&#8217;azione che impedisca al problema di ripresentarsi. Se l&#8217;account rimasto attivo dipendeva da uno strumento assente dall&#8217;inventario, disattivarlo non basta. Bisogna anche includere lo strumento nel processo di uscita.<\/p>\n<p>Perdere la certificazione non \u00e8 cos\u00ec semplice, perch\u00e9 le carenze gravi di solito emergono prima, nell&#8217;audit interno o in fase 1. Non \u00e8 per\u00f2 impossibile, e quando succede il motivo \u00e8 quasi sempre lo stesso, ovvero un sistema che esiste sulla carta ma non nella realt\u00e0.<\/p>\n<h3>Gli errori pi\u00f9 comuni che portano a una non conformit\u00e0<\/h3>\n<p>Ci sono errori che gli auditor trovano di continuo, indipendentemente dalle dimensioni o dal settore dell&#8217;azienda. Questi sono i pi\u00f9 frequenti ed \u00e8 bene controllarli prima della fase 2.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Una politica rimasta sulla carta:<\/strong> la procedura \u00e8 approvata, ma non c&#8217;\u00e8 alcuna registrazione che ne dimostri l&#8217;applicazione.<\/li>\n<li><strong>Un inventario non aggiornato:<\/strong> dispositivi assegnati a persone che non ci sono pi\u00f9 o applicazioni in uso che non compaiono.<\/li>\n<li><strong>Accessi che nessuno rivede:<\/strong> l&#8217;elenco esiste, ma non c&#8217;\u00e8 traccia di alcuna revisione.<\/li>\n<li><strong>Backup mai ripristinati:<\/strong> il backup funziona in teoria, ma nessuno lo ha mai verificato.<\/li>\n<li><strong>Un audit interno svolto da chi ha costruito il SGSI:<\/strong> manca l&#8217;imparzialit\u00e0 richiesta dalla norma.<\/li>\n<li><strong>Un campo di applicazione definito male:<\/strong> se troppo ristretto, crea interfacce difficili da gestire tra ci\u00f2 che \u00e8 incluso e ci\u00f2 che non lo \u00e8. Se troppo ampio, moltiplica il lavoro senza un reale valore aggiunto.<\/li>\n<li><strong>Rilievi precedenti non chiusi:<\/strong> negli audit di sorveglianza \u00e8 la prima cosa che viene verificata.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Come aiuta Factorial IT nell&#8217;audit ISO 27001?<\/h2>\n<p>Per superare l&#8217;audit ISO 27001 serve un sistema di gestione fatto di decisioni della direzione, valutazione dei rischi, procedure e persone che le applicano, e nessuno strumento pu\u00f2 sostituirsi a tutto questo. Una buona parte di ci\u00f2 che l&#8217;auditor verifica in fase 2, per\u00f2, sono dati, come lo stato dei dispositivi, chi ha accesso a cosa e cosa \u00e8 successo nell&#8217;ultima uscita. Ed \u00e8 proprio la parte che <a href=\"https:\/\/factorial.it\/factorial-it\">Factorial IT<\/a> gestisce, in modo che le evidenze tecniche <strong>si generino da sole e con una data certa<\/strong>, invece di essere ricostruite la settimana prima dell&#8217;audit.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Inventario degli asset in tempo reale:<\/strong> l&#8217;intero parco macOS, Windows, Linux, iOS e Android da un&#8217;unica console, con ogni dispositivo associato a una persona e a un reparto grazie al collegamento con l&#8217;HR, oltre alle applicazioni SaaS effettivamente in uso, shadow IT compreso.<\/li>\n<li><strong>Stato di sicurezza di ogni dispositivo:<\/strong> applicazione e verifica della cifratura e delle policy di configurazione, con la percentuale di conformit\u00e0 a una data precisa e l&#8217;elenco dei dispositivi non conformi.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-201959 aligncenter\" src=\"https:\/\/factorial.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/14121148\/gestion-activos-factorial-it-1024x505.png\" alt=\"gestione degli asset con Factorial IT\" width=\"1024\" height=\"505\" srcset=\"https:\/\/factorial.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/14121148\/gestion-activos-factorial-it-1024x505.png 1024w, https:\/\/factorial.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/14121148\/gestion-activos-factorial-it-300x148.png 300w, https:\/\/factorial.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/14121148\/gestion-activos-factorial-it-768x379.png 768w, https:\/\/factorial.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/14121148\/gestion-activos-factorial-it.png 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Ingressi e uscite sincronizzati con l&#8217;HR:<\/strong> quando una persona lascia l&#8217;azienda, i suoi accessi vengono revocati, il dispositivo viene bloccato e le licenze liberate, con un registro che mostra il tempo trascorso tra l&#8217;uscita e la revoca dell&#8217;ultimo accesso.<\/li>\n<li><strong>Vulnerabilit\u00e0 e aggiornamenti:<\/strong> livello di aggiornamento per dispositivo e rilevamento del software non pi\u00f9 supportato.<\/li>\n<li><strong>Copertura antimalware:<\/strong> verifica che l&#8217;agente di protezione sia installato e attivo su ogni dispositivo.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-202434 aligncenter\" src=\"https:\/\/factorial.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/18140225\/controles-factorial-it-1024x500.png\" alt=\"controlli di sicurezza in Factorial IT\" width=\"1024\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/factorial.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/18140225\/controles-factorial-it-1024x500.png 1024w, https:\/\/factorial.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/18140225\/controles-factorial-it-300x147.png 300w, https:\/\/factorial.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/18140225\/controles-factorial-it-768x375.png 768w, https:\/\/factorial.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/18140225\/controles-factorial-it.png 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Tracciabilit\u00e0 in caso di incidente:<\/strong> l&#8217;utente del dispositivo coinvolto, i suoi accessi, le sue applicazioni e ogni azione eseguita, con blocco e cancellazione da remoto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Factorial IT non gestisce il SGSI, non svolge la valutazione dei rischi, non testa i backup e non sostituisce l&#8217;auditor interno. Il dettaglio dei controlli coperti, e di quelli che restano fuori, \u00e8 nell&#8217;articolo su <a href=\"https:\/\/factorial.it\/blog\/come-factorial-it-aiuta-iso-27001\/\">come Factorial IT aiuta a conformarsi alla ISO 27001<\/a>.<\/p>\n<p>Per tutto il resto, Factorial IT collabora con <strong>societ\u00e0 di consulenza specializzate<\/strong> che costruiscono il sistema di gestione partendo dai dati gi\u00e0 generati dalla piattaforma. In questo modo si arriva all&#8217;audit con un unico percorso dall&#8217;inizio alla fine, fino al rilascio del certificato da parte di un organismo accreditato indipendente. Per saperne di pi\u00f9, ecco il nostro <a href=\"https:\/\/factorial.it\/consulenza-iso-27001\">servizio di consulenza ISO 27001<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un audit ISO 27001, un auditor esterno verifica che il sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni dell&#8217;azienda sia conforme alla norma. 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